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Titu Andronicu

21 agosto 2018    |    Evento dal 21 agosto 2018  al 21 agosto 2018

    Arte e cultura Cittadini e vita pubblica Turismo    |    Cittadino Genitore Giovane Studente

Titu Andronicu

Mercoledì 21 agosto 2018, ore 21 | Lo Quarter, Alghero

TITU ANDRONICU dal The Tragedy of Titus Andronicus di W. Shakespeare
Ideazione, adattamento e regia Daniele Monachella – Traduzione Mauro Piredda - Musiche Arrogalla Frantziscu Medda

Titu Andronicu tratto dal “The tragedy of Titus Andronicus” di W. Shakespeare è la tragedia della corruzione. La sua bestialità attinge dalle radici più profonde della coscienza umana. È uno spaccato contemporaneo della società, dominata dalla sete di potere, dal desiderio di vendetta, dalla brutalità più spietata; il dipinto dell’uomo bombardato dall’orrore, che suo malgrado non perde la sua forza, la sua fierezza e il suo “eroismo”. E’ l’opera giovanile di Shakespeare, il primo dramma, il più disarticolato e il più feroce. L’azione si sposta dalla Roma Imperiale ad un’isola, un “non-luogo” multimediale. Idealmente la Sardegna. La mutazione di un’Isola trasformata dall’uomo e dominata dalla superficialità, dalla sete di potere e dalla violenza fine a se stessa, veicolo dell’ambizione personale e di girotondi catastrofici che tingeranno di rosso l’intreccio e i personaggi legati ad esso. Una vicenda dal sapore antico dove riti del caos, maschere ambigue, elementi della natura e canti apotropaici muteranno in forme dai connotati moderni e daranno vita al ciclo della carne-da-segare. Siate i benvenuti in questo nobile luogo isolato. Benènnidus a Dominariu, il Generale Titu vi aspetta …

NOTE DI REGIA Il progetto ha una doppia finalità; sostenere e divulgare l’utilizzo della lingua sarda attraverso le opere teatrali, nonché porre l’accento sull’insostenibile violenza verbale, fisica e mediatica che circonda la nostra attuale società. Porre una riflessione e molteplici interrogativi su quanto serva questa violenza a vari livelli ad una società civile. Mostrare la violenza nella sua finzione scenica perché si possa ritrovare, attraverso un represso cinico di essa, una giusta e civile convivenza tra essere umani e razze diverse. “The tragedy of Titus Andronicus” primo dramma di Shakespeare, considerato imperfetto per l’accumulo di personaggi e situazioni non sempre giustificati da ragioni drammaturgiche, dopo un lungo periodo di oblio e di valutazioni negative, che lo liquidavano, al meglio, come tarda replica della tragedia senecana degli orrori, ritrova, nel l’attualità agitata dai mostri dell’ambiguità e della brutalità pubblica e privata, quel fascino e quella forza di seducente attrazione con la quale si presentava al pubblico dei pubblici teatri della corte Elisabettiana. Il “Titu Andronicu” ne è un’ulteriore testimonianza, che rispetto ad altri adattamenti dell’opera propone parte dei dialoghi in lingua sarda, non per una scelta arbitraria, ma per differenziare due culture opposte e conflittuali, entrambe peraltro caratterizzate da crudeltà, ambizione violenza e arbitrio, pur sotto la spinta di motivazioni diverse. La lingua sarda è affidata in massima parte agli “intragnados” del regno di Intragnas (ciò che è celato, marcio, nascosto perverso, maligno, furbo, astuto, sleale, malvagio, propenso al male), la lingua italiana ai “dominariani” dell’impero di Dominariu, ma alcuni personaggi, trascorrono facilmente da una lingua all’altra, un fenomeno non infrequente quando popoli diversi vengono a contatto in contesti di invasione coloniale o emigrazione/immigrazione. Lo spettacolo affida alla multimedialità la sintesi drammaturgica, possiede una sua forza e coerenza, nonostante un testo sovrabbondante e incide sul suo tessuto linguistico senza alterarne l’originale vigore. Le scene atemporali, costituite fondamentalmente da due strutture cubiche, che gli attori mettono in movimento per creare ambienti diversi rispondenti agli sviluppi della vicenda, sono funzionali alle scelte di regia, che puntano sull’essenzialità, quindi evitando la monotonia di una scena immobile.

Ideazione, adattamento e regia Daniele Monachella
Traduzione Mauro Piredda
Drammaturgia Emina Gegic
Scenografia Marcello Scalas
Costumi Simonetta e Maria Alessandra Pietri
Movimento scenico Maria Paola Cordella
Disegno luci Toni Grandi
Grafica e animazione digitale Diego Ganga
Musica Francesco Medda/Arrogalla
Scenotecnica Carmelo Sisto
Maschere e Attrezzeria Oscar Solinas

PERSONAGGI e INTERPRETI

TITU ANDRONICU – GIOMMARIA MANUNTA | MARCU ANDRONICU – ALESSANDRO BORDIGONI | LAVINIA /TATAJA – MANUELA RAGUSA | LUGHE – LUDOVICA SANNA | LUTZÌU – ROBERTO PUSCEDDU | MUTZÌU/MARTZÌU – RICCARDO LAI | QUINTU/INTRAGNADOS – JACOPO FALUGIANI | SATURNINU – STEFANO COSSU | BASSIANU – MATTEO LOGLISCI | TAMORA – VALENTINA SULAS | DEMETRIU – ANTONELLO FODDIS | CHIRONE – GIAMPAOLO SANNA | ARONNE – DANIELE MONACHELLA | EMILIU – CARLO VALLE

Info Biglietti

*Prevendita c/o CYRANO LIBRI Alghero Via Vittorio Emanuele 11

Posto UNICO INTERO €15,00 | RIDOTTO (PREVENDITA) €10,00

Scheda del luogo
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