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Territori della memoria

10 agosto 2016    |    Evento dal 10 agosto 2016  al 30 agosto 2016

    Arte e cultura Turismo    |    Cittadino

Territori della memoria

Nicola Marotta | Personale di pittura

Da mercoledì 10 agosto a martedì 30 agosto 2016 | Sale espositive Lo Quarter, Alghero

Inaugura mercoledì 10 agosto la personale di pittura dell’artista Nicola Marotta. Le sale espositive de Lo Quarter ospiteranno fino al 30 agosto “Territori della memoria”, un percorso espositivo nel quale il visitatore potrà  leggere le relazioni con la cultura greco-romana e mediterranea ed osservare, nelle opere di Marotta,  rimandi profondi con il tempo e la cultura antica, con il territorio e la dimensione urbana. 

La mostra, curata da Mariolina Cosseddu e con progetto di allestimento di Giovanni Macciocco e Antonello Marotta,  costituisce una delle tappe fondamentali del percorso che l’Amministrazione Comunale in collaborazione con la  Fondazione M.E.T.A porta avanti dal 2014, volto a storicizzare ed omaggiare quelle figure che, con il proprio genio artistico, hanno elevato il nome di Alghero e della Sardegna nel mondo. 

L’inaugurazione è prevista alle ore 19.00 presso la Sala Conferenze de Lo Quarter: saranno presenti l’artista, il Sindaco Mario Bruno, il Presidente Raffaele Sari e il Direttore Paolo Sirena della Fondazione M.E.T.A., la curatrice Mariolina Cosseddu, l’Arch. Giovanni Macciocco e lo storico Giuseppe Zichi. Seguirà visita guidata alla mostra. 

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, ingresso libero. Sarà accessibile sia dall’ingresso presso Largo Lo Quarter sia dall’ingresso in via Carlo Alberto.

 

Nicola Marotta, campano, è nato a Brusciano il 22 agosto 1936; ha fatto gli studi artistici a Napoli.
Dal 1962 si trasferisce in Sardegna, per l'insegnamento di materie artistiche presso l'istituto d'arte di Alghero. 
Manlio Brigaglia, verso la fine degli anni '70, scrisse: "Puoi andare dove vuoi, caro Marotta, il paese dove sei nato non te lo scrolli di dosso". 
Negli anni '60-'70-'80-'90 dipinge i "Giardini incantati", inconsciamente ispirati agli "Hortus conclusus" della pittura pompeiana. In Marotta questi modelli remoti si convertono in racconti onirici e nei suoi brani pittorici appaiono "Le lacune archeologiche" che creano improvvise attese, come di spaesamento della memoria. 
Dipinge "Gli amanti e i loro avversari", che si scindono in "Avversari reali e immaginari". Dello stesso periodo sono "Le isole" e le nostalgiche e indecifrabili "Lettere d'amore", le "Ultime sentinelle" metafore di testimonianze a resistere. 
Oggi i contenuti delle sue opere appaiono come navigazioni in luoghi di frontiere dove non c'è del tutto la perdita dell'identità oggettiva. È conscio del detto che recita: "Nessun artista è l'esclusivo autore della propria opera". 
Interpreta con i suoi disegni le opere del poeta di lingua catalana don Francesco Manunta. 
Dagli anni '80, intesse un lungo impegno culturale e didattico con il musicista Diodato Arru, compositore alla ricerca del rapporto tra pittura- musica; nel 1989 espongono insieme, a Macomer, "Consonanze". 
Ha tenuto una sessantina di mostre personali, e imprecisate collettive.

Biografia tratta da SardegnaCultura (www.sardegnacultura.it)

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